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(Via) Paolo Anfossi: 1804-1844 di Taggia lottò per l'indipendenza e l'unità d'Italia ed a causa di ciò conobbe l'esilio e la prigionia

(Piazza) Arimondi Giuseppe di Cuneo (1846-1896) fu generale morto nella battaglia di Abba Garima, presso Adua. La piazza che prese il suo nome si chiamava Baracchino, il rivo che scendeva da S.Cipriano e lì defluiva nel Polcevera. Oggi rimane via Baracchino.

Via Beata Chiara. Angela Maria Ghersi (1742-1800) nacque in una casa del vecchio borgo. Il richiamo al divino la portò a prendere i voti con il nome di suor Chiara, divenne badessa .

(Via) Benedetto da Cesino  un artigiano specializzato nella fabbricazioni di armi bianche.

Via Bidone dal soprannome dato alla famiglia che abitava la casa dove arriva la via.

(Viale) Borneto Giacomo (1862-1931) era un imprenditore edile di Bolzaneto.

Viottolo Botte. Dal nome di una famiglia del luogo che aveva nella zona diverse case.

Via inferiore e superiore Budulli dal  nome della zona collinare dove le vie arrivano.

Via Burba. Dall'omonimo torrente.

Via Campassi di S.Quirico ossia dei campi che lì una volta si estendevano.

Via Campi dei Pei dal casolare della famiglia Pei.

Via Campo di Tiro. Dal poligonio di tiro che entrò in funzione nel 1908. Già via del fossato di valle fredda da nome del rivo.

Via Campomorone. Da campo dei moroni o gelsi, oppure da campo dei mori, o ancora da campo dei marroni o castagne.

(Via) Carli Domenico (1828-1912) era uno scultore sanremese che morì a Serra Riccò.Nella Cappeletta in località Perdono la scultura della madonna della guardia è sua.

Salita Carmine di Cesino dedicata alla Madonna del Carmine.

Via dei cascinassi. Ossia dei cascinali utilizzati sia per raccogliere il fieno sia come abitazione.

Via Caselle che nell'antico genovese sta per casette.

Via del Casone. Il casone era una una imponente costruzione che sorgeva accanto al convento dei frati.

Salita Castello di Pontedecimo. Dal castello medievale i cui ultimi resti furono abbattuti nei primio del 1900.

Salita Castrofino . Il castello medievale, si deduce, era costruita su una fortificazione romana, infatti il termine castrum-finis significa confine del forte.

Via Ceranesi. Dal nome del comune.

Piazza e via Cesino. Il paese è nominato da alcuni documenti fin dal 1000.

Via Coni Zugna in ricordo del luogo in cui si combatterono feroci battaglie durante la prima guerra mondiale.

Via Croce Verde intitolata al sodalizio del 1908.

Via Fonderie Grondona . La strada infatti portava alle fonderie dette "dei Fanci" ed era immancabilmente, ai bordi, coperta di polvere di ferro.

(Via) Felice del Canto era il proprietario di un molino e di terreni. Ne concedette alcuni allo stato per nuove imprese stradali.

(Viale) Agostino Dellepiane era il proprietario del terreno concesso dalla sua vedova alla Croce Rosa di S.Quirico.

Via alla Ferriera di Pontedecimo dallo stabilimento siderurgico che si avvaleva delle acque del Ricco come forza motrice.

Via Figaro da un casolare chiamato figà.

Ponte della Forestale dal fabbricato del servizio forestale dello stato.

Via Fossato di S.Biagio appunto perchè discende da S.Biagio

(Via) Giuseppe Gallesi (1907-1944) di S.Quirico era un operaio antifascista, partigiano che morì nell'eccidio della Benedicta nel 1944.

(Via) Natale Gallino (1857-1911) era un ingegnere che realizzò il traforo per la linea ferroviaria dei giovi.Costruì Chiese e pubblici edifici. Fu sottosegretario alle finanze nel ministero Luzzati. (vedi precisazione del nipote, Enrico, giornalista.)

(Via) Giuseppe Gallo era il proprietario di un pastificio che riforniva l'esercito nella guerra del 15-18.

(Via) Gastaldi Girolamo di Alassio fu statista e poeta del 1700

(Via) Fratelli Gazzo erano partigiani che lottarono per liberare il paese dalla dittatura fascista. Riuscirono ad evitare il rastrellamento della Benedicta ma i tedeschi li catturarono e fucilarono l'8-4-1944.

(Via) Domenico Ghelfi (1861-1921) era un parrucchiere che sventò una rapina ad un fattorino di una banca di Pontedecimo perdendo per questo la vita.

Salita Gioventina dall'omonimo torrente

Salita Grasso da un'antica famiglia della zona

Via Isocorte ossia luogo dell'isola. Il Polcevera si divideva infatti in due rami creando un'isola. Il più piccolo è ora coperto e funge da scolo delle acque bianche ma un tempo le sue acque ricche di anguille davano energia ad un mulino   . E' da ricordare nell'incrocio tra via Isocorte e via Valsuugana la società "la fratellanza" con una lunga storia di solidarietà dei soci  (a favore dei terremotati ed alluvionati nelle diverse città italiane) e a favore della resistenza  nonostante le dure repressioni.

Sentiero Langonaggia dal nome della casa a cui conduce.

Via Madonna delle Vigne. Originariamente era una cappella costruita nel 1750 poi ampliata dopo la guerrra contro gli austriaci nel 1782. Successivamente negli anni 1835-37 fu completata fino all'attuale struttura in ringraziamento spirituale per lo scampato flagello del colera.  La popolazione di Cesino ne fu indenne. Attualmente è stata restaurata dagli alpini di Pontedecimo.

Via Mainoso dal nome della famiglia che abitava la casa a cui la via conduce.

(Via) Meirana Domenico (1853-1920) era un sacerdote di Pontedecimo ,prima  parroco di cravasco, che fece costruire il ricreatorio per i ragazzi.

Salita Millo dal nome della famiglia, in particolare di Enrico Millo contrammiraglio e senatore distintosi in un'impresa nei Dardanelli nel 1912.

Via Morego da mediolanum, l'antica fortificazione romana a guardia della via postumia.

Passo Morigallo da Moruallo, termine che designava anticamente las zona ed il ponte di legno prima del 1700.

Via al Municipio. L'edificio ora ristrutturato è della fine '800. La borgata ottenne l'autonomia comunale nel 1853 al posto di S.Cipriano.

Via Nimuri dal nome della casa a cui conduce sulla collinetta.

Via Noce Bella da uno splendido ed imponente albero di noce.

(Via Ospedale) Andrea Gallino era un ricco e generoso commerciante emigrato in sudamerica, che diede i fondi per la costruzione dell'ospedale ultimato nel 1932.

Via Ottonelli dalla famiglia che possedeva molti terreni nella zona. Niccolò tracciò alla fine dell'800 e nei primi del 900 diverse piante edilizie. Importante era allora l'emporio di materiali edili gestito dalla famiglia.

Piazza dei Partigiani caduti per la libertà. In ricordo di essi è pure il monumento bronzeo dello scultore Enrico Badino. Il 25 Aprile del 1945 furono raccolte in piazza le bare di 18 caduti negli eccidi nazifascisti e da lì l'idea di intitolare a loro la piazza.

Via Passese dall'antica denominazione del vicino monte Parascevi e come distorsione della denominazione via postumia.

Via Percile dal nome di una ricca  famiglia di commercianti di alimentari.

Vico Perino , dall'omonima famiglia che possedeva terreni nella zona.

Via Pescinotti dal nome del casale dove finisce la via.

Via Pieve di Cadore in ricordo del comune che ha avuto tanta importanza dopo il suo inserimento nei confini nazionali.

(Via) Vittorio Poggi (1833-1914) era uno storico regionale.

Lungo Polcevera. il Torrente che nasce dalla confluenza del Riccò e del Rio Verde a Pontedecimo era anticamente  chiamato Procobera , Porcobera o Porcifera forse per la presenza di allevamenti di maiali o la presenza di cinghiali.

(Via) Guido Poli (1894-1917) cittadino austriaco che sposò la causa italiana e si distinse come ufficiale negli alpini.

Piazza Pontedecimo , nome che deriva dalla decima pietra miliare della via postumia.

Passo Prato Gagliardo dall'antico sentiero nel verde dei campi che univa Cesino a Pontedecimo

Via Ricreatorio. Dall'edificio Ricreatorio fatto costruire da Don Mieirana.

Via Rio fulle dall'omonimo rivo dover c'erano le Fulle, antichi impianti tessili.

(Via) Giacomo Rivera (1925-1944) era un partigiano morto con i suoi compagni in un combattimento contri i nazifascisti.

Via della Riviera, ossia della riva del Polcevera dove si trovava la casa di campagna della famiglia Paganini.

Via Rolih dalla famiglia slovena con imprese tessili, munifica nei confronti delle attività benefiche della borgata.

Via Romairone dal nome di un'antica famiglia.

Via Rosetta dal nome della villa a cui conduce.

Via Rustico da Caschifellone ,il padre dello storico Caffaro degli inizi del 1000, dirigeva la postazione Fortificata della via postumia.

Via San Biagio dall'abitato che circonda la Chiesa intitolata a San Biagio. Personaggio leggendario, forse vescovo di Seste in Armenia nel IV secolo, taumaturgo, tra le storie miracolose a lui attribuite avrebbe guarito un bambino con una lisca conficcata in gola da cui il rito locale. .

Via San Bonaventura dedicata al frate francescano del XIII secolo che scrisse opere eccelse come "l'itinerario della mente a Dio" dal sapore mistico orientale. In precedenza la via si chiamava "dei cappuccini".

Salita S.Cipriano. Un tempo la pieve di S.Cipriano aveva grande importanza che a poco a poco a poco scemò in favore del borgo di Pontedecimo. Cipriano visse nel III secolo dopo Cristo e fu vescovo a Cartagine. Padre della Chiesa cercò la moderazione anche nella penitenza: giusta mortficazione rispetto alla colpa.Gli eccessi sono sempre negativi.

Via San Quirico dal nome dell'abitato. San Quirico fu uno dei primi martiri nella lotta che l'impero romano fece contro i cristiani.

Salita Serra Riccò dedicata al paese che si estendeva intorno al torrente Riccò.

Via da Serro a Morego indica le località che unisce.

Via Stazione di S.Quirico. La strada che giunge alla stazione oggi in disuso.

Via Tecci dal casolare dei Tecci dove giunge.

Discesa al Torrente Verde. il torrente che insieme al Riccò dà origine al Polcevera.

Via Val d'Astico in ricordo dei combarttimenti che si svolsero in quella zona durante la prima guerra mondiale.

Via Valsugana . La parte inferiore dell'isola, chiamata così per rammentare la zona di drammatiche vicende della prima guerra mondiale.

Lungotorrente Verde che costeggia l'omonimo torrente.

Via Villa Rocca dal nome della omonima famiglia che in questa villa soggiornava in estate, quando la val polcevera era una pregiata terra turistica.

 

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