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   LE OFFICINE  ANSALDO     

 Dalle officine Ansaldo a Cornigliano sono usciti dei "pezzi" che hanno fatto la storia d'Italia, tra le migliori navi e locomotive prodotte nel mondo! 


GLI ANTICHI LANGENSES   

L'entroterra genovese, abitato dai langenses , non è stato piegato dall'impero romano. L'autonomia è stata conquistata dapprima con decenni di strenua guerriglia poi con trattatative per fissare i reciproci interessi .Quindi ASTERIX doveva essere un polceverasco...


          PONS DECIMUM           

Il termine latino Pontedecimo deriva dalla decima pietra miliare (dell'antica via Postumia) posta nel mezzo del ponte sul Ricco: pons decimum. Il termine Campomorone potrebbe derivare da" campo dei mori" (accampamenti di saraceni ) oppure da "campo dei marroni" (castagne). Altra possibilità è che il termine derivi da campo dei gelsi (moroni).


      CULTURA MORESCA       

La cultura polceverasca e genovese in generale è debitrice di quella moresca (nel medioevo la civiltà era in mano all'Islam, dall'arte alla scienza ed alla letteratura : le zone cristiane erano "terzo mondo"). I contatti tra la repubblica marinara genovese e i mori furono notevoli, in Turchia ci sono avamposti genovesi ancora visitabili. Molti termini dialettali come mandillo (fazzoletto) e carega (sedia) sono di derivazione islamica (sopattutto araba e turca ).


L'IMPORTANZA DEI NOSTRI BOSCHI

I nostri vecchi vivevano anche grazie alle castagne e ai funghi di cui era ricca la valle. I boschi significano vita, danno frescura e ossigeno. Oggi sono sempre più divorati dal cemento, da palazzine le une sulle altre, da strade che portano inquinamento e veleni. Se non si difende il patrimonio boschivo ci si fa del male.

Le zone più alte e nascoste dai boschi della Valpolcevera talvolta si salvavano dalle terribili epidemie di peste e di colera che falciavano la popolazione fino a dimezzarla. Cesino dedicò alla Madonna una cappella (delle Vigne) per lo scampato pericolo. Erano soprattutto gli addensamenti urbani il luogo privilegiato per la diffusioni delle malattie e i boschi facevano da divisori diminuendo i rischi di contagio.

 


DEMOGRAFIA IN VALPOLCEVERA 

Il conflitto tra guelfi e ghibellini , gli uni favorevoli al papa gli altri all'imperatore, ricordato nella storia fiorentina all'epoca di Dante, si propagò anche in Val Polcevera nel 1300. Gli scontri furono così cruenti che la valle divenne quasi spopolata in quanto i sopravvissuti preferirono rifugiarsi in zone più tranquille. Nello stesso tempo c'era chi pensava a costruire la pace ed ad opere di aiuto umanitario soprattutto attraverso le confraternite.

Per tutto il medioevo fino al secolo scorso ,periodicamente, la popolazione fu falciata dalle epidemie , arrivando a diminuire perfino di un terzo a causa del vaiolo, della peste e del colera . Particolarmente aggressiva fu la pestilenza del 1835 e del 1854 . In località Isola (chiamata così perchè a Pontedecimo il torrente si divideva in due bracci riunendosi poi verso S.Quirico) venivano approntati i lazzaretti dove i frati erano sempre solleciti a prestare soccorso agli infermi.

 


LE VIE DEL SALE

Nei secoli scorsi le strade di montagna, ed in particolar modo la Bocchetta, erano infestate da briganti che rendevano la vita dura non solo ai viaggiatori ma alle carovane con il loro carico di merci talvolta costituito di materiali preziosi.

Per pagare i soldati romani o i mulattieri liguri non di rado si offriva una razione di sale al posto del denaro sonante. Da questa usanza ha origine la parola SALARIO.

 


UNA TERRA DI VILLEGGIATURA....UNA VOLTA.

La Valpolcevera fino agli inizi di questo secolo era una pregiata terra turistica: proviamo ad immaginarci le sue colline completamente ricoperte di boschi, ville signorili di tanto in tanto , gruppi di case armonizzate nel verde, un torrente che scorreva limpido tra bordi naturali rocciosi ed alberi secolari. Ma si sà la bellezza e la salubrità devono essere sacrificate alle esigenze del progresso ...devono?


LE ALLUVIONI RICORRENTI

Il 4 Settembre del 1746 una provvidenziale alluvione sconvolge l'esercito austriaco accampato sul greto del torrente Polcevera. Più di mille soldati persero la vita. L'anno dopo l'esercito austriaco rioccupò genova ma questa volta furono gli stessi genovesi (le cronache parlano di quasi 9000 contadini polceveraschi, armati di forche ) a ribellarsi costringendo  le truppe nemiche a ritirarsi  .

 

 

       ACHTUNG BANDITI           

In VALPOLCEVERA è stato girato un film con una bellissima Gina Lollobrigida sulla resistenza: Achtung Banditi . Le scene girate poco dopo la fine della guerra riguardano la Bocchetta, Campomorone, Pontedecimo e il lungo Polcevera fino a Sampierdarena. 

 

 

FIORI PREZIOSI NELLA VALLE  

Nei boschi intorno alla valpolcevera si trovano ancora fiori rari come le orchidee.

 

 

IL BEATO PARETO...  

La leggenda nata dalla pietà popolare racconta che beato Pareto, il mistico della val polcevera che fu illuminato dall'apparizione, ancora oggi ispiri tra i "suoi" boschi del monte Figogna il rispetto per   la Madonna, simbolo cristiano di Madre Natura.